“L’idea – chiarisce Isabella Ortore – è di aprire le porte del frantoio per far conoscere i luoghi dove si produce l’olio. Ci piace molto contribuire a quella che io definisco una rivoluzione culturale. Perché oggi il compito di chi produce è anche quello di creare cultura e aggregazione”.
Così, la sera del 28 dicembre, alle ore 20, protagonista di primo piano sarà l’olio extra vergine di oliva. La musica diventa il vettore di un nuovo modo di intendere l’attività di frantoiana. L’appuntamento è presso il Frantoio Ortore, in via Europa a Carpino, in provincia di Foggia.
“Pensiamo sia giusto reinterpretare oggi la funzione del frantoio in chiave moderna”, chiarisce Isabella Ortore. “Io, mia sorella Leonarda e mio fratello Michele abbiamo questa visione di frantoio aperta più linguaggi. Da luogo in cui si lavora in un ristretto periodo dell’anno, durante la frangitura delle olive, a casa dell’olio sempre aperta e accogliente. Non ci si può limitare alla sola attività di molitura. Il frantoio deve essere percepito come la casa dell’olio in cui c’è sempre qualcosa di interessante”.
Ebbene, in questa logica, il frantoio secondo la famiglia Ortore “non deve rimanere aperto solo due mesi all’anno e non deve vendere solo olio, ma deve puntare ad essere un centro che ospita non solo la coltura, ma soprattutto la cultura dell’olivicoltura, e non solo. Ci teniamo molto a questa nostra visione e fare in modo che questo luogo deputato alla produzione del pregiato succo d’oliva diventi anche un contenitore di eventi, di percorsi didattici di aggregazione e di animazione culturale”.
Ecco allora “Frantoio in jazz”. Si inizia il 28 dicembre, alle ore 20, in compagnia della Battente Sound Records, della cantina I 7 Campanili di San Severo e della Band Pasta Nera Jazz Projet. Sarà una serata di musica e di sano divertimento. Per partecipare occorre prenotare.